HANNA ARENDT (film)
Il film Hannah Arendt (2012), diretto da Margarethe von Trotta, narra la vita della filosofa e politologa tedesca di origini ebraiche, concentrandosi sul periodo in cui compose il suo noto libro La banalità del male.
Interpretata da Barbara Sukowa, la pellicola esplora le sue riflessioni sul processo a Gerusalemme contro Adolf Eichmann, uno degli architetti principali dell'Olocausto.
TRAMA
---> Nel 1940, Hannah Arendt scappa dalla Germania nazista con il marito e la madre, trovando asilo negli Stati Uniti grazie all'assistenza del giornalista Varian Fry.
---> Negli Stati Uniti, diventa insegnante universitario e attivista nella comunità ebraica di New York, lavorando con vari giornali.
---> Nel corso del processo, Arendt è colpita nel vedere che Eichmann si presenta come una persona comune e mediocre, anziché come un mostro malvagio.
---> Questa riflessione la induce a elaborare la teoria della "banalità del male", secondo la quale grandi atrocità possono essere perpetrate da persone che non sono psicopatiche, ma che solamente mancano di pensiero critico e consapevolezza etica.
---> Il suo libro, uscito nel 1963, genera accese controversie, in particolare all'interno della comunità ebraica, e gli costa l'amicizia di molti, incluso il suo intimo amico Kurt Blumenfeld


Commenti
Posta un commento