BERGSON

 HENRI BERGSON
(1859-1941)

I limiti della scienza

---> Bergson viene considerato "maestro del pensiero" ---> il suo progetto consiste nel dare voce a tutti quegli aspetti che la visione positivista della scienza aveva trascurato.

---> Il primo elemento che egli individua come incompreso e inesplicato dalla scienza è il concetto di tempo

La scienza non riesce a cogliere né la continuità nel movimento vero e reale della vita ---> essa opera mediante processi che semplificano la realtà concreta (predispone il soggetto di studio in modo tale da immobilizzarlo riducendo la parti facilmente classificabili)




L'analisi del concetto di tempo

---> Bergson si accorge che il tempo secondo la visione della scienza è privo di durata ---> caratteristica che ne definisce l’essenza

---> Il tempo della scienza è un tempo spazializzato, ovvero una successione misurabile e omogenea di istanti raffigurabile su una retta costituita da una serie infinita di punti ---> Es: orologio

---> Questo tipo di tempo ha una grande utilità pratica, perché è proprio grazie al suo carattere di misurabilità che è possibile l’organizzazione della vita sociale ---> Es: grazie al tempo degli orologi, riusciamo a prendere in tempo un treno

---> Il tempo della scienza è quindi utile e necessario


Il tempo interiore

---> Bergson individua un altro tipo di tempo ---> il tempo della coscienza

---> Questo non è fatto di singoli istanti separati tra loro, ma è come un flusso continuo, incessante movimento degli stati di coscienza di un passato presente futuro che si fondono e si compenetrano

---> Nel tempo della coscienza non ci sono momenti spaziati, rappresentabili con dei contrassegni, ma esso è dato dal confluire del passato nel presente grazie alla memoria ---> un avvenimento del passato, tornato alla coscienza, può essere presente più di un evento dell’oggi

Il tempo della coscienza è un tempo interiore e presenta varie caratteristiche:

  • È il tempo della durata ---> il passato che è presente (il tempo che dura)

  • È il tempo della vita ---> delle cose che hanno significato per ciascun individuo e che rappresentano la vita vissuta

  • É tempo qualitativo ---> non è misurabile e ha senso in ragione della qualità del ricordo che suscita in noi

  • È un flusso continuo ---> non è soggetto a essere segmentato in parti


La memoria

La coscienza è dunque identificata con la memoria ---> In "Materia e memoria" egli ne distingue tre aspetti:

  • Il ricordo puro o memoria pura ---> è la coscienza stessa, che è pura durata spirituale, conservazione integrale dell’esperienza vissuta. Costituisce il deposito di tutti i ricordi passati- registra automaticamente ciò che viviamo, pur non avendone consapevolezza ---> rappresenta quindi tutto il nostro passato

  • Il ricordo-immagine ---> è l’atto con cui il nostro passato si concretizza, e quindi una piccola porzione della memoria complessiva, una sua materializzazione operata dal cervello in vista delle azioni ---> ciò è suscettibile di alterazioni o disturbi (le malattie possono colpire solo il ricordo immagine cioè la memoria in superficie, se il cervello dovesse rinunziare a funzionare in modo corretto, il malato ritroverebbe la memoria perduta)

  • La percezione ---> è la facoltà che ci lega al mondo esterno e ha la funzione di selezionare i dati che sono più utili ai fini della nostra vita concreta

---> Memoria e percezione corrispondono ai due estremi dello spirito e del corpo

  • lo spirito ---> comprende la totalità della vita vissuta

  • il corpo ---> si concentra sul presente e sulle necessità pratiche, portando alla luce solo una parte della totalità

--->Per questo una percezione isolata (un suono, un odore, un'immagine) può essere occasione del riaffiorare di un ricordo => emergere di una memoria profonda 


Lo slancio vitale e l'evoluzione creatrice

---> Nell’opera "l’evoluzione creatrice" Bergson approfondisce l’idea della continuità tra la vita biologica e quella della coscienza ---> in entrambe scorre in unica forza vitale

--->La vita si origina da un unico impulso iniziale, lo slancio vitale ---> è un’energia che crea di continuo e in modo imprevedibile perché libera e non necessitata

---> Non è scomponibile né reversibile ed implica la conservazione integrale del passato ---> nel suo sviluppo ogni momento e ogni istante comprendono sempre in sé quelli precedenti

---> Lo slancio vitale si espande nell’universo in ogni direzione, ma con un’intensità variabile che spiega la differenziazione degli esseri e delle specie ---> mondo vegetale e mondo animale

---> Bergson paragona la vita dell’universo a un esplosione di un proiettile mille pezzi ---> altri frammenti

---> L’evoluzione non implica alcuna realtà data o precostituita, ma soltanto una realtà in movimento ---> Bergson parla quindi di evoluzione creatrice

--->Essa permette di superare il dualismo tradizionale tra materia e spirito, infatti la realtà è sempre unica

---> All’origine della vita c’è l’energia vitale che nel momento in cui esaurisce la propria forza tende a manifestarsi con materia

---> La materia è l’esito delle estinguersi della propositività dello slancio

---> L’evoluzione è creatrice ---> essa è soggetto oggetto di se stessa e si dà la propria materia


La conoscenza

La conoscenza umana per Bergson può essere di due tipi:

  • L’Intelligenza ---> conoscere un oggetto dall’esterno, descrivendone i singoli caratteri e avvalendosi dei simboli per rappresentarli. Si compie quindi un’analisi dell’oggetto ---> è una conoscenza che isola e irrigidisce gli elementi della realtà considerata offrendone un’immagine razionale

  • L’intuizione ---> conosce l’oggetto non scomponendolo o analizzandolo, ma accogliendolo immediatamente nella sua totalità. Questa conoscenza è la sola che consente una comprensione piena della vita e della coscienza, perché rispetta l’integrità.


La contrapposizione tra metafisica e scienza

---> Secondo Bergson, la critica mossa alla metafisica da empiristi e razionalisti è dovuta al fatto che si è tentato di penetrare l’oggetto metafisico con lo strumento dell’intelligenza che risulta inadeguato in questo campo

---> La contrapposizione tra intuizione, intelligenza metafisica e scienza non intende però arrivare alla svalutazione di quest’ultima ---> secondo Bergson è una modalità indispensabile e fondamentale 

---> È importante non avere la pretesa di estendere le categorie della scienza al di là del loro ambito legittimo ---> la scienza infatti consente il progresso, la produzione e l’elaborazione di strumenti

---> L’errore non sta infatti nei procedimenti dell’intelligenza, ma nella loro applicazione ad ambiti che possono essere colti soltanto con l’intuizione

---> L’intuizione però è difficile per l’uomo, dato che egli è abituato a affrontare la quotidianità con l’intelligenza per problemi di ordine pratico


La morale e la religione

---> Nell’ultima opera "Le due fonti della morale e della religione" Bergson identifica due tipi di organizzazione sociale:

  • La società chiusa ---> è quella autoritaria ---> dove regna la morale dell’obbligazione, che spinge l’uomo a identificarsi con il gruppo sociale e ad accettare i suoi rigidi valori, qui dominano il conformismo e la paura di cambiamento

  • La società aperta ---> è fondata sulla morale assoluta, che promuove la libertà e la creatività degli individui ---> il suo obiettivo è la realizzazione dell’umanità e dello sviluppo di nuove modalità di convivenza

---> A queste due forme di morale corrispondono due atteggiamenti religiosi:

  • La religione statica ---> si serve di miti e superstizioni per proteggere l’uomo dalle sue paure e dargli una speranza consolatoria

  • La religione dinamica ---> si manifesta nella vita dei mistici ed consiste nella partecipazione allo slancio creatore della vita, grazie all’amore

---> Nella mistica Bergson vede l’unico rimedio ai mali morali e sociali


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