HUSSERL

HUSSERL

(1859-1938)


HUSSERL E IL PENSIERO DELLA CRISI


La formazione di Husserl e l’ elaborazione della fenomenologia

---> La vita di Husserl è dedicata allo studio, a cui egli si applica con vigore precisione ---> nel suo diario confessa di non aspirare agli onori alla fama, ma per perseguire nella propria indagine l’ideale della chiarezza

---> Fin da piccolo, mostra un forte interesse per la matematica

---> Dopo essersi laureato in matematica, si orienta verso gli studi filosofici colpito dalla personalità di Franz Brentano, docente di filosofia all’Università di Vienna

---> Husserl intraprende quindi la carriera accademica, insegnando filosofia ---> con l’avvento di Hitler, il filosofo viene costretto ad abbandonare l’incarico di docente in quanto ebreo

---> Nell’opera “ la crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale” si può cogliere il senso di tutta la sua riflessione ---> la civiltà europea devastata dal processo di disumanizzazione portato all’estreme conseguenze da Hitler potrà risollevarsi soltanto se riuscirà a recuperare il fondamento umano dei propri valori


Il valore della scienza per l’esistenza umana

---> La crisi che Husserl attribuisce alle scienze europee non riguarda i loro esiti pratici, non mette quindi in discussione il valore delle conoscenze specifiche conseguite dalle singole discipline, ma la validità e il senso che la ricerca scientifica ha e può rivestire per l’esistenza umana

---> La scienza, pur essendo elaborata dagli uomini e dunque avendo un legame originario con l’ambito dei bisogni, ha finito con il trascurare proprio quegli aspetti, operando una riduzione della realtà ai soli parametri fisico-matematici ---> è diventata scienza dei fatti, che prescinde da qualunque riferimento al soggetto ed esclude in linea di principio i problemi del senso dell’esistenza, facendo per estraniarsi dagli uomini

---> La conoscenza scientifica è mossa da un atteggiamento che considera il mondo esclusivamente come cosa ---> anche le scienze dello spirito, come la psicologia, l’antropologia, la storia e riducono l’uomo a oggetto di indagine da studiare in modo neutro

---> La psicologia infatti, aspira a diventare scienza rigorosa per cogliere obiettivamente il soggetto, rendendo l’oggetto di sperimentazione e analisi scientifica


La matematizzazione del mondo

---> Husserl ritiene che all’origine di questo processo ci sia Galileo Galilei, che ha dato un’interpretazione generale della natura in chiave matematica, considerando secondarie tutte le qualità soggettive

---> Il fatto di aver privilegiate le discipline matematiche e avere emarginato tutti gli aspetti della realtà che non rientravano entro strutture formali rigide, ha determinato la spaccatura tra fisico e psichico e ha causato la sovrapposizione di un mondo di idealità astratte alla realtà concreta dell’esperienza vissuta

---> È importante ricorrere a un’idea di filosofia intesa come scienza universale rigorosa in grado di rinvenire una fondazione ultima del sapere, un livello originario in cui è radicata la stessa cultura scientifica



IL METODO FENOMENOLOGICO DI HUSSERL 


L’epochè fenomenologica

---> La parte costruttiva del pensiero di Husserl è dedicata all’elaborazione di un metodo in grado di rendere accessibile all’uomo quella dimensione originaria a partire dalla quale si costituiscono tutte le forme di conoscenza e si conferisce senso al mondo

---> Tale metodo è definito fenomenologico, in quanto consente di osservare il fenomeni così come si danno inizialmente alla coscienza, al di sotto delle costruzioni concettuali che gli soffocano

---> Esso consiste nel sospendere il giudizio sul mondo e praticare quella che i filosofi antichi scettici chiamavano epochè ---> diversamente dagli scettici però se ne intende sospendere le certezze della scienza e l’atteggiamento naturale dell’uomo, che considera il mondo come una realtà già dato e costruita e non mettere quindi in discussione l’esistenza stessa del mondo

---> Quello che preme al filosofo non è negare o mettere in dubbio la realtà, ma mostrare che le cose non hanno senso se non in riferimento a un soggetto

---> La coscienza per Husserl non è né un soggetto metafisico né un soggetto trascendentale, ma un principio operativo, un insieme di atti che si rivolgono all’oggetto, il quale, in relazione ad essi, si rivela progressivamente mostrando i vari livelli di significato ---> tale caratteristica viene definita intenzionalità

---> La coscienza non è mai un’entità statica, ma è sempre coscienza di qualche cosa ---> attività svolta verso un oggetto

---> La coscienza è intenzionalità in quanto per sua natura è tendenza a mettersi in relazione con un oggetto ---> più precisamente essa è una corrente di esperienze vissute in cui si è sempre una correlazione tra una polarità soggettiva Noèsi è una polarità oggettiva definita Noèma 

---> La fenomenologia ---> è la scelta descrittiva di tali vissuti intenzionali, dei quali intende mostrare le strutture esistenziali, cioè le funzioni e le forme generali che inizi affiorano


Il processo di costituzione del senso delle cose

---> L’intenzionalità della coscienza costituisce un livello che precede ogni concettualizzazione e categorizzazione ---> è dunque anteriore a qualsiasi astratta separazione di soggetto e oggetto

---> È questa intenzionalità che bisogna tornare per cogliere il processo attraverso cui si formano i significati e i valori delle cose che vengono assunti in modo ingenuo e acritico ---> gli oggetti della nostra quotidianità ci appaiono come già dotati di un valore d’uso, che non mettiamo in discussione

nella dimensione dell’intenzionalità le cose esistono in quanto appaiono all’uomo, si presentano nei loro vari aspetti in relazione agli atti ---> l’oggetto non è mai qualcosa in sé, distinto dai fenomeni ---> questi coincidono con il presentarsi stesso delle cose, sono l’insieme dei modi e degli oggetti in relazione ai vissuti soggettivi

---> La cosa in sé si rivela da tutti i lati e si viene progressivamente configurando in una costituzione dissenso che non è mai finita, perché infinite sono le modalità intenzionali in cui il soggetto entra in relazione con essa

---> Il processo di costituzione delle cose è un venire progressivamente alla luce di queste ultime nello svolgersi del rapporto intenzionale, cioè un emergere del senso nel mondo all’interno della relazione tra soggetto e oggetto ---> tale costituzione si svolge attraverso vari gradi che il fenomenologo si propone di descrivere, mettendo in luce le molteplici stratificazioni e direzioni di significato


Il processo di costituzione del soggetto

---> Se l’oggetto nella sua datità (insieme degli elementi che lo caratterizzano e che sono dati dall’esperienza dell’uomo) è sempre lo stesso, l’intenzionalità del soggetto varia e costituisce il fondamento dei diversi significati che la cosa può assumere ---> l’oggetto appare secondo diverse prospettive e si rivela una stratificazione mai definita di livelli di esistenza e di valori

---> La sintesi, ossia l’unificazione delle diverse modalità di apparizione della cosa, è compiuta dalla coscienza

---> Per Husserl non solo le cose non hanno senso si intese come realtà assistenti, ma pure il soggetto è qualcosa che richiede un processo di costituzione ---> esso non è un’entità già formata, dotata di un apparato categoriale pre ricostruito, ma è risultato di una sintesi nell’evitabile relazioni del soggetto con l’oggetto

----> Appaiono i vari livelli di esistenza dell’io, a partire dalla sua funzione logica, quella dell’io puro, la polarità soggettiva da cui dipartono gli atti intenzionali, per arrivare alla comprensione del soggetto come io psicologico, che vive e agisce in relazione ad altri io corporei


La fenomenologia come scienza eidetica

---> La fenomenologia sposta lo sguardo dal mondo come dato oggettivo, a sestante, al mondo come fenomeno per la coscienza, in cui si annuncia e si rileva la cosa stessa nelle sue varie modalità di esistenza

---> Egli definisce la fenomenologia come una scienza descrittiva dell’essenza, una scienza eidetica, alludendo alla sua possibilità di cogliere non solo fatti ed eventi particolari, ma anche le strutture essenziali dell’esperienza

---> Essendo intenzionalità la coscienza, tende a relazionarsi con gli oggetti ai suoi esterni, cioè a percepirli in vari modi ---> Husserl ritiene che la nostra conoscenza inizi a partire dall’esperienza delle cose del mondo che sono a portata di mano

---> L’essenza è ciò che caratterizza l’essere proprio di una cosa, di un valore, di una persona come suo connotato specifico e che io trasformo in idea, in immagini mentali ---> la mia coscienza mentre coglie il suono di uno strumento o identifica una sedia, coglie anche l’essenza del suono, l’essenza della sedia, cioè non solo il suono particolare ma quel qualcosa che gli contraddistingue rispetto a qualsiasi altra realtà


Le evidenze originarie della realtà

---> La conoscenza dell’essenza delle cose viene definita da Husserl intuizione eidetica perché avviene per una diretta intuizione dell’universale, cioè l’intuizione di ciò che fa sì che qualcosa sia quello che è e non altro ---> che ciò che sento sia un suono e non un rumore, che l’oggetto che percepisco sia una sedia non un tavolo

---> L’intuizione eidetica riguarda tutti gli aspetti dell’esperienza umana

---> La fenomenologia rappresenta la possibilità di ricominciare dall’inizio, di andare a vedere come le cose del mondo si costituiscono nei loro molteplici livelli di esistenza ---> descrivere questo processo, che ne riscopre le radici soggettive, significa per l’uomo o occidentale riappropriarsi di un senso che aveva smarrito, di un valore che la ragione calcolante aveva totalmente trascurato


Il mondo della vita e il rapporto con gli altri

---> Il mondo della vita era la dimensione pre scientifica delle emozioni, dei bisogni, degli scopi, del vissuto e del concreto

---> È il mondo così come lo sperimentiamo, prima delle operazioni di categorizzazione

---> È la dimensione in cui il soggetto si trova in relazione con altri oggetti che hanno valore universale, proprio per la loro natura intersoggettiva






 

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