FEUERBACH
LUDWIG FEUERBACH
Il materialismo naturalistico (o antropologico)
Biografia
---> a 25 anni inizia ad insegnare all'università ---> dedica quasi tutta la giornata allo studio
L'attenzione per l'uomo come essere sensibile e naturale
---> Da giovane Feuerbach segue le lezioni di Hegel e ne rimane rimane affascinato. Si rende conto però che la prospettiva di Hegel trascura il tema dell'uomo concreto come figura naturale che ha la sua essenza nella corporeità e nella materia.
---> Egli sostiene che bisogna fare dell'uomo la questione centrale e portare la filosofia a interrogarsi sull'uomo nella sua dimensione sensibile che ne costituisce l'essenza.
---> La riflessione di Feuerbach si concentra sull'umanità, che è vista come insieme di esseri naturali concreti, inseriti in una comunità sociale e con specifici bisogni materiali. Tale punto di vista comporta una maggiore attenzione alle condizioni di vita delle persone (condizioni considerate prioritarie e fondamentali in relazione a qualsiasi progetto di miglioramento della società).
---> Feuerbach è convinto che per elevare il livello spirituale di un popolo, bisogna migliorarne la situazione materiale che ne rappresenta il presupposto e la base ---> "l'uomo è ciò che mangia" ---> ciò rappresenta l'esigenza di rivalutare gli aspetti concreti dell'esistenza di contro alle astrazioni operate dall'idealismo che rovesciava la realtà considerata fondata sulle idee => materialismo naturalistico (a fondamento di ogni cosa si deve porre la natura, la realtà ontologica primaria che nell'uomo si manifesta attraverso il bisogno).
L'essenza della religione
---> il problema principale della filosofia di Feuerbach è la liberazione dell'uomo dai vincoli che lo incatenano.
---> Fin da giovane Feuerbach si è interessato alla religione (vincolo che rende l'uomo dipendente da una potenza superiore ritenuta divina). E' proprio su questo argomento che dedica la sua opera "L'essenza del cristianesimo", che segna un passaggio da una concezione teologica ad antropologica (detta anche umanismo per la centralità attribuita all'uomo naturale e sensibile).
--->Egli sostiene che non esiste nessun essere divino, ma che l'idea di Dio deriva dal fatto che l'uomo proietta al di fuori di sé le sue qualità più elevate e le oggettiva in un essere dotato di ogni perfezione, a cui si sottomette.
---> è l'uomo che produce l'idea della divinità e non più Dio che produce l'uomo a sua immagine e somiglianza => le proprietà attribuite a Dio non sono che proprietà umane esternate in un oggetto di fantasia.
---> Dio è:
- la realizzazione ideale dei bisogni dell'umanità
- la personificazione delle sue doti migliori
---> in realtà l'uomo dipende da veramente dalla natura sia esterna (agenti atmosferici, piante animali ecc..) sia interna (insieme dei desideri, istinti ecc..)
L'alienazione religiosa
---> L'assegnazione a Dio delle qualità umane e la sottomissione alla sua potenza implicano una profonda falsificazione della natura umana, perché ciò che in questa è nobile e universale viene posto al di fuori, mentre si conservano solamente le caratteristiche negative ---> la religione comporta quindi un impoverimento definito secondo Feuerbach alienazione => l'uomo aliena la propria essenza, la oggettiva in un essere trascendente, proiettando in un entità superiore i suoi stessi attributi positivi.
---> Feuerbach cerca di sollecitare un recupero, da parte degli uomini, della propria dignità e del proprio valore. Il discorso religioso nella sua opera viene a intrecciarsi con quello politico---> l'uomo che crede in Dio e si sottomette a lui assume un atteggiamento di dipendenza e di inferiorità che si riflette sulla vita concreta e sui rapporti instaurati nella società.
---> L'ateismo diventa il presupposto dell'emancipazione della realtà ---> la trasformazione delle idee può portare alla trasformazione di una realtà che non sempre è razionale, rendendola migliore.

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